I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione

disturbi alimentazione

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione come sottolineato dalla definizione stessa sono caratterizzati da comportamenti disfunzionali inerenti l’alimentazione che vanno da un alterato consumo del cibo al malassorbimento dello stesso con conseguenti ricadute sulla salute fisica e/o sul funzionamento sociale. Comprendono 6 forme principali (facendo riferimento al DSM 5): il Pica, il disturbo da ruminazione, il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e la sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder o BED).

PICA

La principale caratteristica di questo DNA (disturbo della nutrizione e alimentazione) è la continua ingestione di sostanze che non hanno contenuto alimentare e che soprattutto non sono commestibili per un periodo di almeno un mese. A volte l’ingestione di queste sostanze è dovuta a fattori quali: disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico o schizofrenia. Spesso i casi di Pica giungono all’attenzione di un medico o altro specialista perché si sono verificate complicanze mediche generali
L’esordio della pica in genere si verifica in età infantile ma può essere presente anche in età adolescenziale o adulta. Si può verificare in bambini con sviluppo alimentare normale mentre negli adulti sembra verificarsi in contesti di disabilità intellettiva o altri disturbi mentali.
A volte le donne gravide sviluppano il desiderio di mangiare cibi quali ghiaccio o gesso.

DISTURBO DA RUMINAZIONE

La caratteristica fondamentale di questo disturbo è il ripetuto rigurgito del cibo dopo che ne è avvenuta l’ingestione e a volte anche la parziale digestione. Il rigurgito avviene senza conati di vomito o disgusto. Il comportamento non è spiegato da una disfunzione intestinale o gastrica o da altra condizione medica. Il disturbo può essere diagnosticato durante l’intero arco della vita soprattutto in individui che hanno anche una disabilità intellettiva.

DISTURBO EVITANTE/RESTRITTIVO DELL’ASSUNZIONE DI CIBO

Si manifesta attraverso la persistente incapacità di soddisfare le appropriate necessità nutrizionali e/o energetiche associato a uno o più dei seguenti aspetti: significativa perdita di peso, deficit nutrizionale, marcata interferenza sul funzionamento sociale e dipendenza da supplementi nutrizionali orali (integratori alimentari e/o altro). Tale disturbo non si deve verificare esclusivamente durante il decorso di anoressia nervosa e non è attribuibile ad una condizione medica concomitante o disturbo mentale.

ANORESSIA NERVOSA

Vi sono tre caratteristiche essenziali dell’anoressia nervosa: persistente restrizione nell’assunzione di calorie, intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi e presenza di una significativa alterazione della percezione di sé a livello corporeo. L’indice di massa corporea (IMC) è un utile parametro per valutare il peso del corpo in relazione all’altezza; per gli adulti un IMC di 18,5/kg/m è utilizzato dall’OMS come limite inferiore di un peso corporeo normale.
Nell’anoressia per quanto una persona possa essere magra, non riesce a convivere con un corpo che le sembra sempre eccessivamente sovrappeso. Il problema del peso diventa talmente importante da ridurre drasticamente le quantità di cibo ingerite e ad abusare di medicinali come lassativi e diuretici mentre persegue un ideale di magrezza irraggiungibile.
L’anoressia di solito inizia con una dieta e cela un profondo disagio che la persona tenta di mettere a tacere attraverso un controllo ossessivo delle calorie e del peso. Tante volte nei DNA si osserva una commorbidità. Le pazienti presentano anche altri disturbi psichici come forte ansia e anche disturbi dell’umore.
Quantunque vi siano strutture di personalità non univoche e assai differenti in ogni paziente, nell’anoressia nervosa si riscontra un sentimento inconscio di non valere nulla. Le aspettative spesso molto alte dei genitori rinforzano nelle bambine un falso Sé ispirato a sentimenti di bontà e perfezione assoluti. I sintomi anoressici sono proprio un attacco al falso Sé e un’affermazione del vero Sé mediante istanze aggressive e distruttive verso il Sé corporeo che spesso viene vissuto come appartenente ai genitori. La ribellione espressa attraverso il corpo è un estremo tentativo di ottenere approvazione ma allo stesso tempo di ribellarsi.
Purtroppo l’anoressia attacca duramente il corpo nelle sue funzioni vitali fino a causare gravissime conseguenze come insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli. Se tale condizione persiste, le condizioni di salute diventano veramente gravi, fino ad arrivare anche alla morte.
L’approccio psicodinamico è particolarmente utile ai fini della considerazione della caratteristica resistenza ai trattamenti.

BULIMIA NERVOSA

La Bulimia si caratterizza per un’esasperata assunzione di cibo. A queste abbuffate si seguono continui tentativi di eliminazione degli alimenti ingeriti, solitamente tramite vomito autoindotto o attraverso l’uso massiccio di lassativi o diuretici. Per poter porre la diagnosi gli episodi di abbuffata e le condotte compensatorie inappropriate devono verificarsi minimo una volta alla settimana per almeno 3 mesi
Dopo questi attacchi di fame incontrollata, durante cui nulla è più importante del cibo, insorgono profondi sensi di colpa che fanno sprofondare il soggetto nella depressione.
Nella bulimia il corpo e il cibo sono usati come difese verso una vita adulta matura, con aspetti regressivi, fissazioni narcisitiche e componenti sado- masochistiche espresse sia con atteggiamenti autodistruttivi che con comportamenti ritenuti equivalenti bulimici ( abuso di sostanze, sesso promiscuo e cleptomania).
Sia nell’anoressia che nella bulimia sono presenti aggressività, identità psicosessuale e corporea imperfetta, scarsa autostima (dipendente prevalentemente dall’estetica) e talora anche precaria identità del Sé (con nuclei psicotici).

BINGE EATING DISORDER

Nel Binge eating disorder vi sono episodi di abbuffata associati a questi aspetti: Mangiare molto rapidamente, mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni; sentirsi disgustati verso se stessi, depressi e in colpa dopo l’episodio; l’abbuffata si verifica almeno una volta alla settimana per 3 mesi e l’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa. Come nella bulimia nervosa l’episodio dell’abbuffata è accompagnato dalla sensazione di perdere il controllo quindi dalla percezione di non riuscire a fermarsi una volta che si è cominciato. Le abbuffate in genere avvengono in solitudine perché la persona si vergogna e in genere prima dell’abbuffata si sperimentano emozioni negative o eventi stressanti. Anche nel binge eating disorder i soggetti sperimentano autosvalutazione e disforia.
Una variante di questo disturbo alimentare, chiamata night-eating sindrome, si caratterizza per anoressia diurna ed insonnia notturna che può essere sconfitta soltanto assumendo grosse quantità di Chiedere aiuto può essere a volte molto difficile ma difficilmente si riesce ad uscire da queste problematiche da soli. Rivolgersi ad uno specialista che possa aiutare a comprendere meglio il proprio disagio è molto importante.

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