I Disturbi del Sonno

disturbi del sonno

Le classificazioni dei disturbi del sonno più utilizzate sono quella proposta dall’International Classification of Sleep Disorders e la classificazione fornita dal DSM 5 (Diagnostic Statistic Manual).

PRINCIPALI DISTURBI DEL SONNO (CLASSIFICAZIONE DSM 5):

Quella messa a disposizione dal DSM 5 raggruppa i disturbi in 10 grandi macrocategorie:

  1. Insonnia
  2. Narcolessia
  3. Disturbo da incubi
  4. Disturbi correlati alla respirazione
  5. Disturbi di ipersonnolenza
  6. Disturbi del ritmo sonno-veglia circadiano
  7. Parasonnie correlate al sonno REM
  8. Parasonnie non correlate al sonno REM
  9. Sindrome delle gambe senza riposo
  10. Disturbi del sonno indotti da farmaci/sostanze

L’insonnia viene definita come l’insoddisfazione per la qualità del sonno associata a difficoltà nell’addormentamento, mantenimento e risveglio precoce. Questo nella maggior parte dei casi cagiona molti disagi durante il giorno (stanchezza, difficoltà attentive, problemi di memoria, giramenti di testa….) e difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane. Ha una durata di almeno tre notti alla settimana ed è presente a prescindere dalla situazione di vita del soggetto (si presenta anche in situazioni di assenza di impegni e fattori di stress).

La narcolessia si presenta sotto forma di crisi di sonno improvvise che si manifestano solitamente nella seconda o terza decade della vita di una persona. La classica crisi esordisce con un desiderio irrefrenabile di dormire durante il giorno. Il periodo di sonno però dura da pochi minuti a 20-30 minuti. Le crisi sono accompagnate da cataplessia con perdita del tono muscolare e possono essere scatenate da uno stimolo emotivo. Altre sintomi come le allucinazioni ipnagogiche, la paralisi del sonno e il sonno notturno disturbato completano il quadro della narcolessia.

I disturbi correlati alla respirazione si possono dividere in due sottocategorie che sono l’Apnea ostruttiva del sonno e l’Apnea centrale del sonno. La prima è più frequente negli uomini e provoca russamento durante la notte, interruzione della respirazione, sensazione di soffocamento, movimenti corporei anomali, e ovviamente sonno frequentemente interrotto. E’ frequentemente nelle persone obese o ipertese, cardiopatiche e/ con reflusso gastroesofageo. Durante la veglia il soggetto affetto da OSA presenta sonnolenza con addormentamento soprattutto da seduto e
perdita di memoria, irritabilità e cefalee.

L’Apnea centrale del sonno è caratterizzata dalla cessazione o riduzione della ventilazione durante il sonno ed è associato a desaturazione di ossigeno. Il soggetto riferisce insonnia con difficoltà a mantenere il sonno e può svegliarsi di notte con sensazione di soffocamento. Spesso riferisce eccessiva sonnolenza diurna e non consapevolezza del disturbo. Le complicanze derivate dal disturbo possono essere ipertensione arteriosa, aritmie, ipertensione polmonare e insufficienza cardiaca.

La più nota forma di ipersonnolenza è la sindrome di Kleine-Levin. E’ caratterizzata da episodi riocrrenti di ipersonnai e di assunzione rapida di grandi quantità di cibo. Esordisce nell’adolescenza nei maschi e a volte più tardi nelle femmine. Il soggetto dorme anche per più di 20 ore e si sveglia solo per mangiare e per le funzioni fisiologiche.

Le Parasonnie sono fenomeni indesiderabili che si verificano prevalentemente mentre il soggetto dorme e sono caratterizzate da comportamenti anomali. Si distinguono in parasonnie correlate e non correlate al sonno REM.

Fanno parte delle Parasonnie non correlate il sonnanbulismo, il terrore notturno, risveglio in stato confusionale e l’iperfagia notturna. Sono invece correlate al sonno REM i sogni terrifici, la paralisi del sonno e i sogni agiti.

I disturbi legati al ritmo circadiano comprendono la Jet-Lag Syndrome, I shift work sleep disorders (sindrome dei lavoratori turnisti) e il disturbo della fase di sonno ritardata e della fase di sonno anticipata.

La sindrome delle gambe senza riposo (RLS) è caratterizzata da una sensazione interna intensa e fastidiosa a carico degli arti inferiori che vanno soggetti ad irrequietezza motoria con peggioramento della sintomatologia durante la notte e con sollievo durante il movimento.

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