Disturbo da attacchi di panico

E’ un disturbo che al giorno d’oggi è molto comune. Ne soffrono molte persone e spesso le stesse non sono in grado di dare un nome a questo disturbo che si presenta con una vasta gamma di sintomi.
Secondo la classificazione diagnostica del DSM IV per essere classificato come attacco di panico la persona deve avvertire le seguenti sensazioni:

  1. Paura incombente di morte; di perdere il controllo o che stia capitando qualcosa di terribile;
  2. Forte sudorazione, sensazione di sbandamento o vertigini;
  3. Tachicardia, palpitazioni o extrasistoli, senso di pressione forte sul petto;
  4. Dispnea e fatica respiratoria, sensazione di soffocamento;
  5. Nausea e dolori addominali (crampi e/o diarrea);
  6. Tremori agli arti o parestesie (torpori o sensazioni di formicolio);

Questi sintomi possono presentarsi insieme o anche separatamente. L’attacco di panico può durare da alcuni secondi a diversi minuti fino ad un massimo di mezz’ora. Possono presentarsi però diversi attacchi di panico a distanza di pochi minuti e la percezione del paziente può essere quella di un unico attacco complessivo.
Molti pazienti con attacco di panico spesso pensano di star morendo per un attacco di cuore e si recano al pronto soccorso pensando ad un infarto.

In realtà nessun attacco di panico, anche il più intenso può provocare un infarto.

Purtroppo molte volte l’attacco di panico si manifesta anche con agorafobia (paura di luoghi dai quali sarebbe difficile allontanarsi) e molti pazienti tendono ad evitare tutta una serie di situazioni (vedi concerti, manifestazioni affollate, cinema, ecc..) che li porterebbero, in caso di attacco, a mettere in atto tutta una serie di comportamenti imbarazzanti e li esporrebbe alla possibilità di non avere l’aiuto necessario.
Secondo le statistiche i pazienti che hanno attacco di panico con agorafobia sono più o meno pari a quelli che l’hanno senza. La differenza e che spesso gli attacchi di panico con agorafobia sono più invalidanti e quindi c’è una percentuale più alta di pazienti che si rivolgono ad uno psichiatra. Uno dei problemi più gravi è proprio il non riconoscimento della patologia anche se grazie ai mezzi di comunicazione le persone oggi hanno più possibilità di informarsi e di riconoscere i sintomi.

Gli attacchi di panico hanno un significato psicologico nascosto. Vi è sicuramente un nesso molto stretto tra l’angoscia di separazione e gli attacchi di panico. Molti psicoanalisti hanno verificato che i loro pazienti che hanno avuto attacchi di panico avevano subito dei lutti nei giorni o nei mesi precedenti l’insorgere del disturbo. I pazienti con attacchi di panico soffrono di una carenza della costanza d’oggetto e non sono in grado soprattutto all’inizio della terapia di interiorizzare il loro terapeuta. Questo provoca loro molto disagio nei momenti di interruzione della terapia (vacanze, malattie…) ed un incremento del disturbo. Una psicoterapia ad orientamento psicodinamico garantirà al paziente di ottenere ottimi risultati aumentandone la consapevolezza e prevenendo un futuro insorgere di nuove sintomatologie legate all’ansia.

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