Distrubo ossessivo compulsivo

Le ossessioni sono pensieri egodistonici ricorrenti che si presentano spesso rallentando e disturbando la persona nello svolgimento delle attività quotidiane.
Le compulsioni invece sono comportamenti ritualizzati che devono essere fatti per alleviare l’angoscia.

Spesso i pazienti si lamentano delle seguenti categorie di rituali:

  1. Rituali che prevedono delle verifiche (aver spento le luci e il gas prima di uscire di casa, verificare più volte di aver mandato fax o spedito mail, verificare di aver impostato certi programmi nel computer, lavatrice o lavastoviglie ecc.)
  2. Rituali di pulizia (personale o della casa);
  3. pensieri ossessivi abbinati a compulsione (pensiero di pulizia legato al lavaggio mani, viso, corpo);
  4. rituali misti (ordine degli oggetti, contare cose e parole, ecc…)

Il motivo per cui più frequentemente le persone che soffrono di questo tipo di disturbo si recano da uno psicologo è perché glielo suggeriscono le persone che li amano perché trovano ingestibili i loro rituali o perché essi stessi non riescono più a vivere nelle loro stesse “gabbie mentali”.

Il disturbo ossessivo compulsivo spesso è complicato da depressione e da una grave menomazione del funzionamento sociale e professionale. La classificazione secondo il DSM IV del disturbo è disturbo d’ansia in quanto la funzione primaria di un’ossessione o di un rituale sembra essere quella di regolare l’angoscia. Freud notò che molte caratteristiche associate alle personalità ossessive come la pulizia, l’ostinazione, la preoccupazione per la puntualità, la tendenza a ritirarsi rappresentano gli aspetti di uno scenario legato alla pulizia. Ritrovando poi, nei racconti dei sogni di molti pazienti, l’immaginario anale e anche il racconto di esperienze di pressioni genitoriali volte al controllo sfinterico precoce arrivò a teorizzare che la richiesta di controllo e giudizio rispetto al defecare in orari stabiliti creava sentimenti di rabbia e aggressività nel bambino che percepiva la defecazione come parte di se cattiva, sadica e di cui vergognarsi. Il bisogno di acquisire il controllo, di essere puntuale, pulito e ragionevole diventava quindi essenziale per questi pazienti per il mantenimento della propria identità e autostima. Le due emozioni che caratterizzano il quadro generale di un ossessivo sono la rabbia e la paura. La rabbia per essere controllato e la paura di essere scoperto e punito. Sono pazienti che hanno anche un profondo senso di vergogna perché temono sempre di venir scoperte inadeguate. Queste persone hanno grandi aspettative su di sè e le proiettano sul terapeuta poi si sentono in imbarazzo quando paiono inadeguate rispetto allo standard di azione e pensiero appropriati.

Le persone ossessive sono molto preoccupate del controllo e della rettitudine morale: comportarsi bene significa cioè tenere sotto controllo le parti del Sè aggressive, licenziose e bisognose. La diffusione delle idee freudiane ha fatto si che molte famiglie oggi che sono sintonizzate su aspetti di controllo e differimento della gratificazione hanno cambiato le pratiche di allevamento dei figli imponendo standard elevati sociali (non sono più i genitori a richiedere certe cose ma è la società, la scuola, l’università, ecc..) favorendo più un’idea di vergogna che di senso di colpa (“comportati bene perché se no gli altri ti giudicheranno male”). Molti pazienti ossessivi hanno molte difficoltà quando devono fare delle scelte. Purtroppo questo si nota spesso con pazienti ossessivi quando devono prendere decisioni impegnative che potrebbero avere delle ricadute importanti sulla loro vita o su quella di persone loro vicine. Essi nel tentativo di tenere aperta ogni opzione per avere il controllo su ogni possibile esito, rimangono paralizzati e finiscono per non effettuare nessuna scelta. Questo origina in loro un profondo senso di frustrazione e di impotenza. Le persone ossessive spesso temono le critiche e sono insofferenti al piacere, all’avidità, alla vanità, all’indolenza e considerano biasimevole provare certi sentimenti (spesso questo deriva dall’educazione ricevuta in famiglia).

Questi pazienti ottengono ottimi risultati da Psicoterapie ad orientamento Psicodinamico che approfondiscono le cause che hanno originato il disturbo. L’atteggiamento perseverante e non giudicante del terapeuta consentirà al paziente di riuscire ad esprimere liberamente i propri sentimenti ed emozioni e di comprendere i meccanismi che condizionano spesso il loro modo di vivere.

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